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  robertocifarelli Le Radici nel Futuro
 
Diario
 


Sono nato e vivo a Matera, classe (classe?) 1963, sono sposato, ho due figli.


16 novembre 2009

IL TURISMO VERDE VA

 Viaggia leggero, muovendosi sul web e con il passaparola. Si adatta velocemente, prendendo forma sui gusti del momento. Risponde on demand, fornendo i servizi su richiesta. Con il salone che si apre domani ad Arezzo, l'agriturismo si guarda allo specchio e si scopre in salute, nonostante qualche acciacco derivante dalla crisi che ha lasciato il segno con la frenata del primo semestre 2009 (meno 5 per cento). Le aziende sono diventate 18 mila con una crescita del 4 per cento annuo dal 2001 a oggi. Il fatturato è arrivato a un miliardo di euro.

Per capire cos'è l'agriturismo e che frecce ha al suo arco basta guardare la sua distribuzione sulla mappa italiana. La Toscana ha conquistato con largo margine il primo posto, seguita dalla provincia di Bolzano, dall'Umbria, dal Veneto, dalle Marche, dalla Val d'Aosta, dal Piemonte. Non è solo l'Italia del bel paesaggio, ma è l'Italia che sa di avere un bel paesaggio e organizza la sua economia attorno a questo asset.

L'agriturismo ha successo dove è possibile incrociare domanda e offerta con mano leggera: ristrutturando antichi casali più che costruendo stanze con l'aria condizionata; godendo di un territorio adatto alle escursioni a piedi, a cavallo, in canoa, in bici; garantendo una proposta gastronomica che intrecci la qualità del prodotto di oggi al recupero delle ricette della tradizione. Una formula in rosa: le donne gestiscono più di un terzo degli agriturismi, con una punta di 4 su 10 in Toscana.

"L'agriturismo è diventato una spinta in più verso la difesa dell'agricoltura di qualità: continuano ad arrivare nuovi imprenditori interessati all'abbinamento tra coltivazione, vendita diretta dei prodotti e ospitalità", spiega Carlo Hausmann, uno degli esperti che hanno contribuito alla ricerca sul settore che sarà presentata domani. "E queste aziende agricole, che in sostanza vendono il contatto con il territorio e la sua storia, sono un laboratorio d'innovazione perché continuano a trasformarsi attraverso il monitoraggio continuo delle richieste. Si fanno orti su misura. Si conservano salumi e vini per conto dei clienti che al momento giusto vengono a ritirare i loro prodotti. Si organizzano corsi di cucina regionale, di equitazione, di ceramica".

Un'offerta che cambia così rapidamente è più adatta a viaggiare su internet che sulle vie della promozione istituzionale e infatti nove su dieci arrivano dopo aver trovato le informazioni che cercavano sulla rete o attraverso la chiacchierata con un amico. "Vengono per caso, ma quando si fermano si affezionano", spiega Enzo Foi, che nel 2003 ha lasciato il posto da manager della Omnitel per creare lo Spicchio, l'azienda della Val d'Orcia che ripropone ricette rinascimentali e con la cinta senese ha vinto il premio Aiab per i migliori salumi biologici. "Ho un cliente di Bolzano che ci viene a trovare tre volte all'anno. Mangia, poi scendiamo in cantina e c'è la cerimonia di prova dei prosciutti, appesi uno accanto all'altro, in fila secondo l'ordine di stagionatura. Lui infila uno spillo ricavato da osso di cavallo e li annusa: quando il profumo è morbido e il prosciutto duro vuol dire che si può portare in tavola".




permalink | inviato da robertocifarelli il 16/11/2009 alle 10:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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