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  robertocifarelli Le Radici nel Futuro
 
Diario
 


Sono nato e vivo a Matera, classe (classe?) 1963, sono sposato, ho due figli.


8 gennaio 2011

L'AGENDA

Stamattina mi sono dedicato a scrivere l'agenda degli impegni dei prossimi mesi al Comune di Matera.
I pochi giorni (diciamo entro la metà del mese) ci sono da fare diverse cose e tutte di un certo peso: dalla individuazioni degli ambiti e del bando per il piano casa alla definizione della "squadra" di esperti che ci condurrà alla candidatura di Matera a Capitle europea della Cultura 2019; da alcune varianti urbanistiche (delle aree di 167, di Acquarium, dell'asse commerciale) all'approvazione degli indirizzi per il bando di gestione della casa cava, del Circo e della cava del Sole.
Insomma, un bel da fare!




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7 gennaio 2011

SI RIPRENDE

Ho preso una pausa di quasi un anno dall'ultimo posto (30 gennaio 2010).
Tante cose sono accadute in questo anno trascorso.
Da alcuni giorni non ricopro più la carica di Presidente dell'Ente Parco della Murgia Materana (mi sono dimesso lo scorso 31 dicembre).
Nel frattempo ho partecipato attivamente, coordinandola, alla difficilissima e durissima campagna elettorale della ammistrative comunali di Matera della primavera 2010 vinta al ballottaggio per 179 voti dal mio amico fraterno Salvatore Adduce che quindi da otto mesi è sindaco di Matera.
Salvatore mi ha chiesto di collaborare a questa avventura amministrativa e per questo o prima svolto la funzione di suo portavoce e dal primo agosto dirigo la segreteria di staff.
Utilizzerò questo spazio proprio come un diario di bordo per raccontare quanto accade al "sesto piano" del comune dal di dentro e al di là delle comunicazioni ufficiali in modo tale da rendere più chiare le letture di quanto poi si riflette in città per le scelte amministrative.
A domani.




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26 gennaio 2010

LA SCOMPARSA DELLO SMOG

 

Sull’inquinamento a Milano le parole hanno perso di senso: non basta più dire allarme o emergenza, non serve scrivere che la città soffoca o non respira. Una rassegnata accettazione al peggio ambientale contagia da mesi la politica e la pubblica opinione: se non fosse per un gruppo di mamme indignate, dell’aria avvelenata che da tredici giorni intossica i polmoni di bambini e anziani non si parlerebbe nemmeno. Dieci anni fa un’analoga esposizione ai pericoli delle polveri sottili avrebbe provocato il blocco del traffico, una settimana di targhe alterne, il divieto di uscire nelle ore di punta per le persone a rischio. Si esagerava prima o si sottovaluta oggi? Colpisce il silenzio generale che accompagna la ritirata ecologica che da Milano si espande al resto d’Italia: tace il sindaco, non parla il governatore, è disinteressato il ministro. Nonostante gli appelli al civismo dei piccoli gesti, delle questioni ambientali si parla quasi con fastidio. Alle prese con la crisi e la lotta quotidiana per la sopravvivenza, il problema dell’aria avvelenata sembra rimosso dall’agenda politica.

C’era una volta lo smog. Bisogna andare all’altro secolo per trovare un’azione coordinata tra governi e Comuni, alla metà degli anni Novanta, quando smog e pubblica salute diventarono materia per accordi e interventi coordinati tra Regioni. Incentivi, domeniche a piedi, blocchi infrasettimanali del traffico, divieti alla circolazione dopo sette giorni di allarme. L’inquinamento era in cima alle preoccupazioni dei cittadini quando l’ex ministro della Salute, Sirchia, si sbilanciava con una provocazione: «Per salvare i polmoni dei bambini di Milano d’inverno portateli in Riviera...». Non c’è nostalgia per quei blocchi che in passato hanno appiedato le domeniche degli italiani: come cerotti sul bagnato tamponavano appena la ferita. Avevano però un effetto sui cittadini e sulla politica: evitavano l’assuefazione ai veleni, ricordavano un problema irrisolto. Quello che si presenta ad ogni inverno nella pianura Padana, quando la pioggia non spezza l’assedio dei mefitici veleni. Anche se Napoli, Torino e Lodi stanno peggio, Milano ha la poco invidiabile fama di capitale dello smog. È per questo che dovrebbe dare un segnale.

Qui l’Ecopass voluto da Letizia Moratti ha fatto pensare a una coraggiosa svolta: il sindaco ha rischiato il consenso imponendo un pedaggio alle auto inquinanti. Ma quando il divieto doveva essere allargato, sul bilancino del consenso è finito l’assessore che l’aveva voluto: ed è stato dimissionato. Così oggi siamo al nulla: lo smog cresce, la pioggia non arriva, l’allarme resta, nessuno agisce. Ma non può vincere la neoindifferenza, credere che tanto non cambierà mai niente. Una task force di medici ed esperti dovrebbe decidere le politiche sulla qualità dell’aria da applicare a livello nazionale facendo uscire l’inquinamento dalle logiche di una infinita campagna elettorale. Si mettano i tecnici attorno a un tavolo e si concentrino risorse per la qualità dell’aria: una battaglia civile che vale per i figli, i nipoti, i pronipoti, il futuro.

di GIANGIACOMO SCHIAVI




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24 gennaio 2010

PALAZZO, BANZI, GENZANO, LAVELLO

Un po' scherzando e un po' no, un po' di tempo fondai su facebook un gruppo che rivendica il ritorno in provincia di Matera dei comuni di Palazzo San Gervasio, Banzi e Genzano di Lucania oggi appartenenti a quella di Potenza.

Sulla Gazzetta di oggi leggo che un movimento civico di Lavello vorrebbe invece trasferire quel comune nella nuova provincia detta BAT.

"Dalla Capitanata alla provincia di Bat. Ma il risultato finale non cambia: Lavello vuole lasciare la Basilicata e diventare una città pugliese. Se nei mesi scorsi s’era fatta avanti l’ipotesi di puntare su Foggia, rispolverando un vecchio progetto del 1980, oggi i lavellesi guardano con particolare attenzione alla neonata sesta provincia della Puglia, al triangolo Barletta, Trani e Andria. 

Giovanni Merra, uno dei componenti del comitato cittadino che nei giorni scorsi ha richiesto formalmente al Consiglio comunale di attivare una consultazione popolare per il passaggio del Comune di Lavello alla Puglia. è convinto della buona riuscita della proposta: «La nostra iniziativa - dice - nasce dalla considerazione che tra la nostra città e la Puglia ci sono antichi legami culturali ed economici. La rete territoriale sanitaria, la viabilità, l'istruzione e non solo evidenziano da decenni una integrazione della comunità lavellese con la Puglia e in particolare con la neonata Provincia del bacino dell'Ofanto. Siamo intenzionati - prosegue Merra - ad aprire un dibattito sulla nostra proposta, per arrivare al più presto a un Referendum. Prima però aspetteremo che sia chiusa la parentesi delle elezioni regionali. Questo, perché la nostra proposta, che interessa la cittadinanza in maniera trasversale deve andare oltre la politica e non deve diventare oggetto di possibili strumentalizzazioni. I consiglieri comunali Pettorruso e Lamanna - dice ancora - ci hanno assicurato che dopo le elezioni, la nostra proposta sarà portata in Consiglio comunale. E il nostro compito sarà quello di sensibilizzare la cittadinanza con manifestazioni, convegni e incontri pubblici. Le ragioni - prosegue - sono tante, basti pensare che Lavello non fa parte nemmeno del Parco dell'Ofanto, a differenza di comuni come Minervino Murge e Spinazzola, nonostante il suo territorio sia il più attraversato da quel fiume». 

«I motivi della nostra presa di posizione - interviene Mauro Pellegrino, un altro componente del comitato - sono tanti. Se si pagano le tasse, in cambio vorremmo servizi per la nostra comunità in materia di sanità, agricoltura, istruzione, viabilità ambiente. Invece riceviamo solo ingratitudine dalla nostra regione. In Puglia sarebbe diverso». 

Ma che ne pensano i rappresentanti dell'amministrazione comunale? Il sindaco Antonio Annale non sembra molto convinto. «In realtà - commenta il primo cittadino - mi sento estraneo a questa proposta. Non ritengo ci sia realmente un dibattito a livello istituzionale sull'eventualità di far passare Lavello dalla Provincia di Potenza a quella di Barletta-Andria-Trani. Il dibattito sulla questione è aperto e legittimo. Ma non stiamo prendendo in considerazione l'ipotesi di un referendum». 

«Si tratta di un'idea - dice invece il vicesindaco, Domenico Gisondi - che già sostenni qualche anno fa. Se continuiamo a essere trattati come lucani di serie B allora è meglio cambiare ed entrare a far parte di una Provincia con la quale abbiamo molte affinità. Siamo un paese di confine, di periferia, ma non per questo dobbiamo essere snobbati come avviene ormai da tempo. La classe dirigente regionale - continua - è poco attenta alle nostre istanze, non ci considera alla stregua degli altri comuni. Ci sentiamo trascurati sotto diversi punti di vista: quello dei finanziamenti, delle decisioni, delle iniziative. Proprio per questo si potrebbe prendere in considerazione l'ipotesi di diventare un comune pugliese». "




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14 gennaio 2010

LA BORIA

 E' molto difficile che io mi arrabbi ed alzi la voce. Sarà successo due o tre volte nella mia breve vita. Certamente è accaduto stamattina allorquando ho dovuto rispondere per le rime ad un borioso residuo della peggiore prima Repubblica, faccendiere con laurea.

Banderuola di lungo corso, riciclato da sinistra a destra passando per uno pseudo civismo che pretende di dare lezioni di cultura e di impresa, di giudicare gli altri senza avere l'umiltà di ascoltare e di subire anche, talvolta, critiche, e che si esprime a monosillabi intervallati da intecalari inutilmente incomprensibili.

un barile vuoto che suona in modo sordo.

Cretino!




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11 gennaio 2010

UN ANNO DI BLOG / nov-dic

Novembre, 17

E SPERANZA FU

 

Ieri sera l'Assemblea regionale del Partito Democratico ha eletto Roberto Speranza, trent'anni, nuovo segretario regionale di Basilicata.

Ciò che circa 67.000 elettori delle primarie del 25 ottobre non erano riusciti a fare, hanno potuto farlo i neo eletti del gruppo dirigente regionale che, con qualche fatica ed il necessario tempo, hanno trovato un'intesa per evitare lo stupido scontro della conta prevista dal veltroniano statuto nazionale.

Speranza è stato eletto praticamente all'unanimità grazie ad un accordo per una gestione unitario, definita co-gestione, o meglio di corresponsabilizzazione delle tre aree che si sono confrontate nel congresso.

Non ha vinto Speranza, e non hanno perso Adduce e Restaino. Ha vinto il PD.

Questo non significa che da oggi tutto sarà rose e fiori, anzi. L'unità vera la si dovrà sudare giorno per giorno in un rinnovato patto quotidiano di reciproca fiducia nella consapevolezza che il PD vince, ed il centrosinistra vince, se sa mettere in campo idee, programmi, una visione del futuro che poi uomini e donne, dirigenti politici, dovranno mettere in atto.

Sono soddisfatto per il ruolo che l'area che si è rifatta in questa circostanza a Salvatore Adduce ha svolto in questi mesi creando le condizioni per l'accordo.

Tags: riserva calanchi, piano della costa, salvare il torrente jesce, il brancaccio, podolica, matera 2019, tassi e la fauna appenninica, la macchina del tempo, io non mento sul cemento.

Dicembre, 15

L'AMPLIAMENTO

 

E' stata una bella e buona riunione quella del Comitato Scientifico del Parco che doveva approfondire la discussione circa un eventuale ampliamento del perimetro del Parco.

Sulla scorta di una proposta fatta dai ns. uffici, il Comitato ha condiviso la necessità di far coincidere l'area del Parco con quella stabilita dalla Zona di Protezione Speciale stabilito dalla Rete Natura 2000 per la salvaguardia degli habitat sulla base delle direttive comunitarie "habitat" e "uccelli".

In buona sostanza l'obiettivo dell'ampliamento è quello di dare continuità ecologica alle due aree di RN2000 "Gravina di Matera" in territorio lucano e "Gravine" in quello pugliese che salvaguarda i territori di Laterza, Ginosa fino a Massafra.

Con questa modifica circa 850 ha entreranno a far parte del Parco della Murgia Materana dalla strada provinciale per Ginosa fino al confine amministrativo di regione tra Basilicata e Puglia.

Il Comitato ha ritenuto, inoltre, di rettificare in alcuni punti specifici il confine del Parco e di proporre la reistituzione dell'area di pre-parco a suo tempo non accettata dal Consiglio Comunale del 1998, e che invece realizzerebbe quel necessario corridoio ecologico per unire l'area della Gravina di Picciano e di San Giuliano con quella della Murgia.

Su proposta del componente Vito Borneo, infine, sarà inserito un nuovo articolo nelle Norme Tecniche di Attuazione del Piano per il Parco per far si che anche gli elementi puntuali quali i termini storici di confine, oppure le edicole votive e tutte quelle chiese e beni culturali che non rientrano esattamente nel perimetro del parco, ma pur essendo nell'agro di Matera e di Montescaglioso possano meritare ed ottenere un grado maggiore di attenzione e tutela.

Oggi in sede di riunione della Comunità del Parco per il parere sul bilancio di previsione 2010, proporrò di adottare una apposita deliberazione per avviare l'iter amministrativo e portare a compimento quanto richiesto dal CS.

Tags: lisbona, copenaghen, amburgo, censis, pasta e fagioli, pd congresso, le lenticchie, la riforma lr 28/94, lotte contadine, green economy, cinghiali, la nota storta, oasi san giuliano, pisus.


 




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