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  robertocifarelli Le Radici nel Futuro
 
Parcomurgia
 


Sono nato e vivo a Matera, classe (classe?) 1963, sono sposato, ho due figli.


29 gennaio 2010

SALVARE IL TORRENTE JESCE/13

 Insieme ad alcune associazioni, nei giorni scorsi avevo annunciato per sabato 30 gennaio una conferenza stampa per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sulla necessità, a sette mesi dagll'incontro svoltosi in regione, di porre mano e risolvere l'annooso problema.
Santochirico ha convocato una riunione che si è tenuta l'altro ieri con gli stessi soggetti che parteciparono a giugno 2009. Di seguito l'esito con due comunicati stampa uno di Santochirico e l'altro mio. Ovviamente la conferenza stampa è stata disdetta.

Santochirico: Controlli a tappeto

La Regione Basilicata ha dato l’incarico all’Arpab di condurre, di concerto con Acquedotto Lucano e l’Aato (L'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale), una campagna di monitoraggio lungo tutto il percorso del torrente Gravina fino all’innesto con il fiume Bradano con prelievi da effettuare anche in prossimità degli impianti di depurazione. E’ una delle decisioni assunte oggi nel corso di una riunione, convocata e presieduta dall’assessore regionale all’Ambiente, Vincenzo Santochirico, alla quale hanno partecipato rappresentanti dell’Arpab, di Acquedotto Lucano, dell’Aato, del Parco della Murgia materana, del Comune e della Provincia di Matera.
Inoltre, la Provincia di Matera, già nel prossimo mese di febbraio avvierà una serie di controlli nei circa 150 insediamenti produttivi che si affacciano lungo il percorso del torrente per verificare da dove arrivano gli agenti inquinanti. Agenti che, è stato specificato dall’Arpab, sono caratterizzati, secondo le ultime analisi del mese di dicembre 2009, da reflui di natura urbana e derivante da attività di natura zootecnica e non di origine industriale.
Infine, l’Aato proporrà alla Regione il finanziamento di 9 milioni e mezzo di euro per completare il sistema di depurazione della città di Matera.
La campagna di verifica e di monitoraggio, che sarà sostenuta finanziariamente dalla Regione Basilicata, dovrebbe concludersi entro maggio. Nel frattempo la Regione Basilicata chiederà alla Regione Puglia e alle province di Matera, Bari e Taranto di partecipare a un tavolo tecnico per risolvere il problema dell’inquinamento del torrente Gravina sul versante pugliese.
“Tutte queste iniziative – ha detto l’assessore Santochirico – saranno meglio dettagliate in un protocollo d’intesa che sarà sottoscritto nei prossimi giorni da tutti i partecipanti alla riunione. Nell’intesa verranno definiti i compiti di ciascun ente e un relativo cronoprogramma per risolvere una volta per tutte e il prima possibile l’annoso problema dell’inquinamento del torrente Gravina”.

Cifarelli: Seppure a passi troppo lenti, qualcosa si muove.

E’ questo il commento del Presidente del Parco della Murgia Materana –Roberto Cifarelli- a seguito dell’incontro tenutosi nella giornata di ieri presso la sede regionale di Matera per discutere su come risolvere il problema del grave inquinamento dei torrenti Jesce e Gravina e che induce l’Ente a disdire la conferenza stampa già convocata sull’argomento per il prossimo 30 gennaio.

“Rendere operative le indicazioni già emerse nell’analogo incontro di oltre sei mesi fa (il 18 giugno 2009) è motivo di riconoscimento all’impegno del Vice Presidente della Giunta Regionale –Vincenzo Santochirico- ma di parziale soddisfazione per il troppo tempo trascorso” ha dichiarato Cifarelli. “Effettuare un più intenso monitoraggio dello stato dei corpi idrici delle due aste fluviali a cura dell’Arpab; controllare tutti gli scarichi derivanti da attività produttive insistenti sul sottobacino idrografico dello Jesce e della Gravina in territorio della provincia di Matera; stabilire sul tema una relazione costante con i comuni di Gravina ed Altamura, la provincia di Bari e la regione Puglia per fare in modo che la Gravina e lo Jesce arrivino in territorio lucano in condizioni ottimali; individuare nel Piano di investimenti dell’Autorità d’Ambito le poste occorrenti (9,5 Meuro) per sistemare la parte impiantistica della depurazione dei reflui urbani di Matera e Montescaglioso; sottoscrivere una intesa tra i diversi enti interessati per superare le bizantine complicazioni di competenze sul tematismo, rappresentano certamente una evoluzione positiva rispetto alla confusione ed al disinteressamento che vigeva fino a qualche tempo fa.

Il pungolo costante che l’Ente Parco ha rappresentato in questi anni, insieme alle associazioni ambientaliste e della cittadinanza attiva, non è stato vano. Proseguiremo nella verifica costante del rispetto dei tempi che sono stati concordati ieri, confermando l’impegno dell’Ente Parco nel portare avanti la propria missione istituzionale, affinché il patrimonio di biodiversità presente, riconosciuto dall’Unesco, area protetta ai sensi della L. 394/91 e delle L.R. 11/90, 28/94 e 2/98, Sito di Interesse Comunitario, Zona di Protezione Speciale sia realmente conservato, tutelato e ripristinato nelle parti maggiormente degradate.

In questo direzione –ha concluso Cifarelli- va la recente attivazione del Life “Arupa” per la salvaguardia di rettili ed anfibi nella Gravina, insieme alla Provincia di Matera, all’Università degli studi della Basilicata con il contributo dell’assessorato all’ambiente della Regione.”




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28 gennaio 2010

GLI INSETTI DEL PARCO

 Alle ore 18 presso il Circolo la Scaletta presentiamo insieme al presidente della Provincia Franco Stella due volumi: la "Guida agli insetti del Parco della Murgia Materana" di Eustachio Tarasco e Oreste Triggiani dell´Università di Bari e "Gli insetti e gli altri animali nella tradizione popolare materana" di Giuseppe Gambetta. 

La presentazione alla Guida a cura di Roberto Cifarelli

La Guida agli insetti del parco impreziosisce la "Collana Parcomurgia" e va ad arricchire quel patrimonio di conoscenza indispensabile per attuare corrette politiche di tutela e conservazione della natura.
Ringrazio per l´ottimo e paziente lavoro gli autori Eustachio Tarasco e Oreste Triggiani, docenti di Entomologia, e tutti coloro che hanno collaborato alle ricerche ed al successivo lavoro di catalogazione, Vito Santarcangelo e Angelica Cannone in testa, realizzato grazie alla convenzione stipulata a suo tempo tra l´Ente Parco e la Facoltà di Agraria, Dipartimento di Biologia e Chimica Agro-Forestale e Ambientale, Sezione di Entomologia e Zoologia, dell´Università di Bari.
Non nascondo l´emozione nel ricordare Biagio Mattatelli, cara persona, amica del Parco e amico della terra e della natura, che ha volontariamente animato questo lavoro fin quando gli è stato concesso. Senza il necessario contributo di passione che ha accompagnato la competenza in tutto il percorso di studio, questa Guida alla entomofauna non avrebbe mai visto la luce; di questo sono grato agli Autori ed in particolare a Eustachio Tarasco, materano amante della propria terra e delle proprie radici.
L´Ente decise di promuovere l´indagine sugli insetti del parco nel mentre portava a compimento il lungo iter approvativo del Piano del Parco, eredità del lavoro guidato dall´architetto Lorenzo Rota e svolto negli anni su impulso dei comuni di Matera e Montescaglioso.
Lo fece nella consapevolezza che occorreva aggiungere ai già ottimi studi alla base del Piano quegli approfondimenti scientifici, tecnici e storici, relativi alle "emergenze" naturalistiche e storiche, per migliorarne l´impostazione. Ecco quindi che nasce la "Collana Parcomurgia" di cui fanno già parte importanti testi quali la Guida alla flora di Gambetta e Medagli e Il patrimonio rurale del materano di Mario Tommaselli.
è quindi con estremo piacere che presento ai lettori curiosi, ai cultori della materia, agli amanti della natura, ma anche al mondo scientifico, la Guida agli insetti del Parco della Murgia Materana utile alla conoscenza più approfondita di un campo, l´entomologia, sottovalutato spesso, impropriamente, per l´importanza nell´ecosistema ed in particolare in un piccolo lembo della Bell´Italia, qual´è il Parco della Murgia Materana, Sito di Interesse Comunitario nonché Zona di Protezione Speciale.
 
Dall'introduzione del professor Ferdinando Mirizzi al volume "Gli insetti e altri piccoli animali nella tradizione popolare materana".
 
Non so con quale e quanta consapevolezza teorica, ma sicuramente con buoni risultati dal punto di vista intuitivo e sul piano empirico, Giuseppe Gambetta dimostra di muoversi piuttosto agevolmente sul terreno di quell´ambito della ricerca antropologica definibile come etnoscienza, e sviluppatosi soprattutto nel contesto statunitense, nel raccontare il mondo degli insetti visto nell´ottica della cultura tradizionale materana. La sua appassionata e informata trattazione si colloca, direi, sul duplice versante a) dello studioso naturalista che svolge il suo lavoro di analisi del mondo naturale, e segnatamente delle diverse categorie di insetti presenti nell´habitat murgiano, tenendo conto delle denominazioni adottate localmente; e b) del ricercatore che opera allo scopo di individuare e spiegare i modi attraverso cui una cultura organizza le proprie conoscenze e elabora specifici criteri di classificazione e categorizzazione. In questo secondo caso, in particolare, mi sembra che Gambetta si ponga costantemente il problema antropologico della traduzione, per poter rendere espliciti tali conoscenze e tali criteri anche a chi è estraneo alla cultura tradizionale materana.
Leggendo le pagine che seguono, si ha l´impressione che implicitamente il suo autore colleghi l´attività cognitiva sulla realtà fenomenica locale, intesa qui essenzialmente come modalità di classificazione delle specie naturali, alle forme in cui gli uomini e le donne appartenenti a una specifica comunità agiscono e operano nel loro particolare contesto storico e sociale. È attraverso quell´agire e quell´operare che si produce la cultura, la quale ha bisogno del linguaggio per poter essere comunicata.
Ciò significa che, attraverso gli insetti e gli altri piccoli animali che popolavano il mondo concreto e quello immaginario della comunità vivente nei Sassi prima che gli storici rioni fossero abbandonati a seguito dell´applicazione della legge speciale n. 619 del 1952, gli interlocutori di Gambetta scelti come sue fonti privilegiate, uomini e donne facenti parte di quella comunità, raccontano in realtà se stessi, le proprie paure e le proprie speranze, parlano delle proprie esperienze, di un´esistenza di emarginazione, di miseria e di stenti, nell´attesa di un riscatto che alcuni sembravano intravedere nel processo di allontanamento dalle antiche abitazioni nei Sassi.




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23 gennaio 2010

NATURAE AMOR PROGRESSUS EST

 Per aver contribuito alla scoperta di specie floreali rare e a studi sui piccoli animali che popolano l'habitat rupestre, l'Ente Parco della Murgia materana ha attribuito il Premio Ambiente 2010 al naturalista-biologo Giuseppe Gambetta.

La motivazione, illustrata dal presidente dell'Ente Parco, Roberto Cifarelli, sintetizza l'attività dell'appassionato materano che ha scoperto nel 1986, a "Jazzo dei sorcì una orchidea "ibrida" che venne battezzata con il nome di "Ophrys lucana" e nel 1998 la "Ofris mateolana", un omaggio a Plinio il Vecchio che chiamava i materani con il nome di "Mateolani". Quel lavoro di ricerca portò alla pubblicazione "La Guida alla Flora" e, di recente, al lavoro "Gli Insetti e altri piccoli animali nella tradizione popolare materana".

A Gambetta, che succede a Mario Tommaselli nell'albo dei premiati, è stata consegnata una targa che ne descrive i 30 anni di attività: "... per moltissimi anni ha indagato, investigato, cercato, raccolto nel campo silenzioso e misterioso di insetti e animali, come un'ape su un asfodelo appassito, per cogliere, comprendere e descrivere la lunga storia del complesso rapporto tra il popolo materano e il suo territorio naturale". (ANSA).




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15 gennaio 2010

IO NON MENTO SUL CEMENTO/8

   Dopo varie sollecitazioni e grazie all'interessamento del Presidente della Provincia, Franco Stella, l'altro giorno si è tenuto un incontro per ribadire la necessità di una intesa tra Italcementi ed Enti locali per offrire maggiori garanzie alla popolazione circa la regolarità delle attività che si svolgono a Trasanello.

Ho provveduto a riscrivere la bozza di accordo che ha già trovato il benestare del Presidente della Provincia e del Commissario Prefettizio del Comune di Matera e adesso sarà sottoposto ad approvazione dell'Italcementi.

Ecco la bozza.

PROTOCOLLO D'INTESA

TRA


La Provincia di Matera in persona del Presidente della Giunta dr. Franco Stella;


Il Comune di Matera in persona del Commissario Prefettizio dr. Sandro Calvosa;


L’Ente di Gestione del Parco archeologico, storico, naturale delle chiese rupestri del materano detto Parco della Murgia Materana, in persona del Presidente del Consiglio Direttivo dr. Roberto Cifarelli


E


La cementeria Italcementi di Matera (MT), loc.Trasanello snc, in persona del direttore pro tempore ing. Edoardo Giudiceandrea


PREMESSO


  • Che la cementeria Italcementi ha insediato le proprie attività in località Trasanello in Matera fin dagli anni ’70, aggiornando ed ottimizzando l’assetto impiantistico negli anni con particolare attenzione agli aspetti ambientali, fino ad ottenere nel 2003 la certificazione ISO 14001;


  • Che la Provincia di Matera, il Comune di Matera e l’Ente Parco ritengono la corretta gestione delle tematiche ambientali fattore indispensabile per lo sviluppo del territorio di propria competenze e che in particolare l’Ente Parco si è dotato di un proprio Sistema di Gestione Ambientale certificato ISO 14001 dal 2005 quale strumento fondamentale per definire e conseguire le proprie finalità istitutive volgendole verso l’obiettivo del miglioramento continuo delle prestazioni ambiental che incidono sul territorio, a tutela, conservazione e ripristino del patrimonio naturale ed archeologico-storico-culturale;


  • Che l’area su cui insiste l’impianto della Italcementi di Matera, pur se esterna all’area del Parco della Murgia Materana ai sensi della L.R. n.11/1990 istitutiva dello stesso, è particolarmente importante dal punto di vista paesaggistico, storico, archeologico ed ambientale in quanto esso ricade in area SIC/ZPS come definita dalla Unione Europea;


  • Che Provincia di Matera, Comune di Matera, Ente Parco ed Italcementi di Matera hanno avviato un dialogo finalizzato alla completa trasparenza circa le attuali attività industriali n essere e alla ricerca delle massime garanzie di integrazione delle stesse nel quadro territoriale esistente e futuro;


  • Che Italcementi ha in essere per il sito produttivo di Matera un intervento di ammodernamento (revamping) finalizzato all’adeguamento alle migliori tecnologie disponibili per la produzione di cemento e l’ottenimento di prestazioni ambientali di eccellenza;


  • Che per tale intervento Italcementi ha effettuato la procedura di screening ambientale e la valutazione di incidenza ottenendo l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) nel maggio 2007 da parte della Giunta Regionale di Basilicata, nonché il Permesso a Costruire nel giugno 2007 da parte del Comune di Matera;


TANTO PREMESSO


in attuazione delle politiche di sviluppo sostenibile da tempo adottate dalla Italcementi ed in correlazione alle attività già avviate inerenti il progetto di revamping dell’impianto,


SI STABILISCE QUANTO SEGUE


1) di istituire tra i sottoscrittori del Protocollo un Tavolo Tecnico-Scientifico periodico finalizzato alla valutazione nel tempo dell'attuazione della presente intesa e delle prestazioni ambientali della cementeria, allargato in funzione dei temi trattati ai rappresentanti degli Enti di controllo (ASM e ARPAB), delle organizzazioni sindacali e delle associazioni ambientaliste e della cittadinanza attiva. Il tavolo tecnico potrà proporre la revisione o l’aggiornamento del protocollo d’intesa;

  1. di rendere pubblici tramite i siti web degli Enti sottoscrittori della presente intesa al fine della trasparenza, i dati riguardati il monitoraggio in continuo delle emissioni del forno di cottura della cementeria;

  2. istituire a cura della Italcementi presso il CEA di Murgia Timone una stazione per la misurazione in continuo degli effetti a distanza delle emissioni, per la misurazione dei depositi “a terra” e per la verifica delle matrici alimentari. Le rilevazioni, il trattamento e la elaborazione dei dati, su indicazione del Tavolo Tecnico sarà affidata ad un organismo “terzo” con onere della gestione a carico della Italcementi;

  3. di condividere iniziative finalizzate all'eventuale ulteriore contenimento relativamente all'impianto della Italcementi di emissioni, rumore, consumi idrici ed energetici e per l'utilizzo di combustibili alternativi e/o rinnovabili;

  4. di verificare la possibilità di una maggiore armonizzazione architettonica della nuova linea produttiva nell'esistente struttura al fine di ridurne l'impatto visivo;

  5. di verificare l'attuazione del piano progressivo di eliminazione dei modesti quantitativi ancora rimasti di manufatti in cemento-amianto presso l'impianto Italcementi, pure in buono stato di conservazione e già costantemente monitorati;

  6. di concordare preventivamente gli interventi di ripristino ambientale delle cave in coltivazione, da autorizzarsi a cura degli Enti preposti, al fine di avviare un opportuno processo di rinaturalizzazione dei siti con specie vegetali autoctone;

  7. di convenire che l'impianto di produzione di calcestruzzi ubicato in via San Vito venga delocalizzato a cura di Italcementi o sua controllata nel sito di località Venusio di proprietà della stessa Italcementi, previo ottenimento dei necessari assentimenti. Italcementi si impegna a trasferire a titolo gratuito all'Ente Parco ovvero al Comune di Matera la proprietà dell'attuale sito di via San Vito;

  8. le parti si impegnano a cooperare e partecipare a progetti di protezione della biodiversità e di promozione culturale;

  9. Italcementi si adopererà per l'attuazione di progetti a salvaguardia dei siti archeologici ricadenti nelle aree di proprietà degli impianti di Matera;


Matera, gennaio 2010




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9 gennaio 2010

ARUPA LIFE

  L'altro ieri con un incontro presso la Provincia di Matera abbiamo dato avvio ad ARUPA, il Life per la salvaguardia di anfibi e rettili nella Gravina di Matera.


Ho sostenuto che con questo ottimo progetto riusciremo per quanto possibile a dare una speranza di riproduzione a diversi animali a rischio di estinzione inseriti nella lista rossa della UE. Ciò in attesa che venga programmato un intervento strutturale di disinquinamento e di prevenzione dell'inquinamento del torrente Jesce e Gravina.

Insomma abbiamo preso il toro per la coda!

Queste le azioni previste che dureranno tre anni e coinvolgeranno oltre all'Ente Parco anche la Provincia e l'Università di Basilicata. Project manager è il dr. Salvatore Vito Valentino, dirigente del settore ambiente della Provincia nonché direttore dell'Ente Parco, una persona alla quale sono molto riconoscente per la sua dedizione e competenza:

Azione A1: Formalizzazione di una struttura di coordinamento del progetto (Provincia
di Matera)
Azione A2: Analisi preliminare dei luoghi mediante creazione di un SIT (Università)
Azione A3: Redazione dei progetti esecutivi degli interventi: Costruzione recinzioni
delle aree maggiormente minacciate, creazione di un vivaio di ecotipi locali, ripristino
di zone umide minori, ampliamento della rete ecologica locale con rinaturalizzazione
dei canali affluenti alla Gravina, creazione di un centro temporaneo per l’allevamento
degli anfibi, ripristino di cisterne, ripristino di muretti a secco (Università)
Azione A4: Realizzazione di studi sugli habitat e specie oggetto delle azioni concrete
di conservazione: censimento delle popolazioni, mappatura e caratterizzazione dei
siti, individuazione delle aree frequentate dalle specie, mappatura delle aree trofiche
frequentate, studio della densità delle specie, indagini morfo genetiche sulla
popolazione (Parco Murgia)

Azione C1: Recinzione e ripristino di muretti a secco (2000 m) finalizzate alla
protezione delle aree da piantumare a contatto con le aree a pascolo (Provincia di
Matera)
Azione C2: Realizzazione di un vivaio forestale di ecotipi locali di 1 ha (Provincia di Matera)
Azione C3: Interventi di piantumazione per il ripristino della vegetazione ripariale su
12 aree appartenenti al Demanio dello Stato per una superficie di circa 20 ha.
(Provincia di Matera)
Azione C4: Ripristino di zone umide minori mediante realizzazione di 4 piccole pozze
per una superficie complessiva di 2 ha con scavi di 50 cm e argini di 50 cm. assieme
a manufatti per la regimazione delle acque. (Provincia di Matera)

Azione C5: Realizzazione di moduli vegetazionali (siepi, gruppi e filari di alberi)
finalizzata ad aumentare la ricettività faunistica della matrice agricola per
complessivi 8000 m.l. da realizzarsi mediante bando pubblico a favore di agricoltori
locali con la cessione gratuita delle piantine e incentivo economico. (Provincia di
Matera)
Azione C6: Realizzazione di un centro temporaneo di allevamento di anfibi e rettili
mediante la realizzazione di 10 vasche (3x2x1) con copertura in rete da
naturalizzare, 10 acquaterrari di 120 litri cad. Per le tartarughe si realizzeranno 2
recinti 5x6 m. (Parco murgia)
Azione C7: Ripristino di 2 cisterne/piscine a cielo aperto per i tritoni. (Parco Murgia) 




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25 dicembre 2009

BUON NATALE NEL PARCOMURGIA

 Auguri a tutti. Buon Natale.
Un buon Natale particolare agli operatori del Centro Visite del CEA di Murgia Timone che come tutti i giorni dell'anno, ormai da diversi anni, garantiscono un importante servizio di accoglienza ai visitatori e turisti che numerosi vengono a trovarci.

"Come durante tutti i giorni dell’anno, anche in occasione delle prossime festività il Centro di Educazione Ambientale di Matera garantirà accoglienza e servizi turistici presso il centro visita di Jazzo Gattini e Masseria Radogna.

JAZZO GATTINI attrezzato con spazi informativi e laboratori di didattica del territorio, sale proiezioni, punto vendita di editoriali ed artigianato, ha adesso anche un internet cafè ed un punto vendita prodotti tipici.

Gli itinerari a Murgia Timone saranno in partenze continue dalle ore 9.30 alle ore 13.00 con visite guidate a:
- Il villaggio neolitico di Murgia Timone con i resti delle strutture abitative, produttive e sepolcrali delle genti che tra 7000 e 3700 anni fa, abitarono la Murgia. Nell’area del villaggio insiste anche un sistema di tombe dell’età del bronzo.
- La spettacolare Gravina di Matera nel suo tratto panoramico di fronte ai Sassi con numerose grotte pastorali.
- Chiesa rupestre medievale di San Falcione, complesso del IX sec. con tracce di affreschi, successivamente trasformato in struttura pastorale;
- Santuario rupestre di Madonna delle Tre Porte con affreschi realizzati in un arco di tempo tra il XIII ed il XVII secolo;
- Chiesa rupestre di Madonna delle Croci con mirabile affresco bizantineggiante della Madonna con Bambino e gli arcangeli (XIII sec.)
- Sistemi di raccolta dell’acqua scavati nella roccia

Le tariffe
Queste le tariffe per i servizi di accompagnamento:
La visita guidata base è accessibile a tutti ed ha una durata di 1,5h. Comprende anche l’accesso alle chiese rupestri di San Falcione e Madonna delle Tre Porte ed ha una quota di iscrizione di euro 10,00 a persona
Riduzioni per under 18 e over 65.

Sono previste tuttavia anche visite di maggiore durata e percorrenza.
- Itinerario escursionistico base (durata 2,5 h) euro 15,00 a persona comprende l’accesso alle chiese rupestri di San Falcione e Madonna delle Tre Porte
- Itinerario escursionistico completo - previa prenotazione telefonica - (durata 4 h) : euro 20,00 a persona comprende l’accesso alle chiese rupestri di San Falcione, Madonna delle Tre Porte e Madonna delle Croci

Info e prenotazioni:
Centro di Educazione Ambientale di Matera
Centro visite del Parco della Murgia Materana
Jazzo Gattini e Masseria Radogna
Murgia Timone, Matera
Tel. 0835.332262 Fax 0835.1970751
Cell. 388.8925407 Cell. 327.7333016
http://ceamatera.parcomurgia.it
Aperto dalle ore 9.30 alle ore 13.00 (orario autunno – inverno)"




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