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  robertocifarelli Le Radici nel Futuro
 
Biodiversità
 


Sono nato e vivo a Matera, classe (classe?) 1963, sono sposato, ho due figli.


16 gennaio 2010

LIPU 2010

 Lo studio LIPU-Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare “Primo rapporto sullo stato di conservazione in Italia” ha studiato 88 specie di uccelli incluse nell’allegato I della Direttiva comunitaria “Uccelli”.

La campagna LIPU “Salviamogli le penne, salviamoci le penne” punta a salvare cinque specie nell’immediato: Tarabuso, Berta maggiore, Pernice bianca, Capovaccaio e Gallina prataiola 2010 Anno internazionale della biodiversità: la LIPU rende noti i dati derivanti da un recentissimo studio secondo il quale sono 44 le specie di uccelli che hanno urgente necessità di una tutela, pena il rischio di un grave declino o addirittura dell’estinzione, a causa dei cambiamenti climatici, della distruzione dell’habitat, dalla pesca industriale e dell’uso di prodotti chimici in agricoltura.

In pratica, del gruppo di 88 specie studiate dalla LIPU e nidificanti in Italia, specie particolarmente protette dalla direttiva comunitaria “Uccelli”, una su due soffre di un cattivo stato di conservazione.  Lo studio che la LIPU ha effettuato per conto del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, dal titolo “Primo rapporto sullo stato di conservazione dell’avifauna italiana”, concluso nel 2009, ha classificato le specie a seconda della gravità dello stato di conservazione, con un criterio “a semaforo”: rosso (conservazione “cattiva”), verde (favorevole), giallo (inadeguata).

Su 75 specie di “non passeriformi” nidificanti in Italia, 33 si trovano in uno stato di conservazione cattivo (semaforo rosso), tra cui Capovaccaio, l’Aquila di Bonelli, la Gallina prataiola, la Coturnice e l’Averla cenerina, 35 si trovano in uno stato di conservazione inadeguato (semaforo giallo) mentre solo sette (Garzetta, Airone rosso, Falco pecchiaiolo, Falco pellegrino, Cavaliere d’Italia, Civetta caporosso e Picchio cenerino) sono risultate con uno stato di conservazione favorevole (semaforo verde).

Dati che si riflettono nella recente campagna che la LIPU ha lanciato dal titolo “Salviamogli le penne, salviamoci le penne” per salvare le specie di uccelli a rischio di estinzione, indicatori di un ambiente malato che minaccia anche la nostra salute. Cinque le specie da salvare con priorità immediata, che nello studio sullo stato degli uccelli in Italia compaiono come in stato “cattivo di conservazione”: Tarabuso, ridotto a sole 50-70 coppie in Italia, è in pericolo di estinzione a causa della scomparsa delle zone umide; Capovaccaio, ridotto a pochissime coppie, solo sette, vede scomparire il proprio habitat ed è in pericolo di estinzione “in modo critico”; Gallina prataiola, ormai confinata a poche centinaia di coppie (tra le 350 e le 500) nella sola Sardegna, soffre la messa a coltura delle steppe e l’uso di prodotti chimici in agricoltura ed è anch’essa in pericolo di estinzione; Pernice bianca, in progressiva scomparsa sulle Alpi dove più potente è l’effetto negativo dei cambiamenti climatici, rimane presente con sole 5/8mila coppie; Berta maggiore, minacciata dalla pesca intensiva, dai predatori, dallo sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche e dall’inquinamento, resiste con 15/18mila coppie.

“Gli uccelli selvatici sono in crisi in tutto il mondo, e il 12 per cento delle specie a livello mondiale rischia l’estinzione – dichiara Danilo Mainardi, Presidente Onorario LIPU -. L’Italia non fa eccezione: taluni habitat che ospitano la nidificazione delle specie sono talmente degradati da minacciarne la sopravvivenza. C’è necessità che l’Italia si doti al più presto di una strategia nazionale sulla biodiversità, adeguatamente finanziata, e che coinvolga, pena l’insuccesso, tutte le politiche settoriali, dai trasporti all’energia, dalle infrastrutture all’ambiente”.

“Tra le specie più colpite dal declino – conclude Mainardi - troviamo quelle dell’habitat agricolo, che fa scomparire specie un tempo molto più abbondanti come Allodola, Passera mattugia, Strillozzo, Rondine e Balestruccio oppure i boschi italiani che sovrasfruttati per troppo tempo rappresentano un ambiente degradato per Gallo cedrone, picchi e l’Astore” Tra i “non passeriformi” che si trovano in cattive condizioni si segnalano infatti in particolare specie come Gallo cedrone, Fagiano di monte, Coturnice, Coturnice di Sicilia e Pernice bianca (queste cinque specie, su sette totali di “Galliformi” esaminate dallo studio, hanno uno stato di conservazione cattivo, due invece inadeguato) e la Berta minore.

Per i “passeriformi”, su 13 specie considerate, 11 si trovano in uno stato di conservazione cattivo. Le altre due presentano uno stato di conservazione inadeguato, non valutabile e favorevole. I fattori di minaccia per gli uccelli sono rappresentati dalla distruzione e frammentazione dell’habitat, i cambiamenti climatici, l’inquinamento, la caccia e il bracconaggio, l’introduzione di specie non autoctone, il turismo (che causa disturbi al nido con l’arrampicata o il sorvolo a bassa quota, con effetti deleteri su alcune specie rare). [Fonte: LIPU]




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6 gennaio 2010

LE COSTE DI ITALIA NOSTRA

  Italia Nostra, associazione di cui faccio parte, si estende da alcune settimane anche con una sottosezione nel metapontino grazie al contributo di alcuni amici bernaldesi.
 Ieri è intervenuta sul tema dell'erosione delle coste e su cosa occorrerebbe fare per attenuarne il fenumeno e l'impatto negativo.

"Abbiamo accolto con viva soddisfazione l’approvazione da parte del Consiglio Regionale della legge di “Disciplina delle funzioni in materia di difesa della costa”. Il provvedimento, che dà attuazione all’articolo 117 della Costituzione, sancisce la disciplina del decentramento delle funzioni amministrative ed autorizza la Regione ad adottare il Piano regionale delle coste, stabilisce anche l’adozione di un Piano di utilizzo delle aree del demanio marittimo ed istituisce (finalmente) l’Osservatorio regionale delle aree costiere per realizzare un quadro unitario e completo di informazioni e per elaborare proposte progettuali di interventi per la difesa e la valorizzazione degli ambienti, monitorare gli effetti e le modifiche indotte dagli interventi adottati.

Nel frattempo che il “Piano delle coste” divenga realtà, però, il litorale jonico, ed in particolare quello di Metaponto, continua a risentire dell’inesorabile effetto dell’erosione dovuta all’opera spesso inconsapevole, ma altrettanto spesso delittuosa, della mano dell’uomo.

Il fatto che oggi vi sia maggiore consapevolezza, sensibilità ed attenzione circa le modalità operative e la delicatezza dell’ecosistema, ci rende fiduciosi che in futuro le cose possano migliorare.

Diamo atto al Commissario Prefettizio di Bernalda, dott.ssa Iaculli, dell’impegno che sta profondendo in questa direzione.

Da  cittadini attivi quali siamo, prima ancora che ambientalisti, riteniamo utile suggerire all’Amministrazione Regionale ed al Comune di Bernalda alcune attività da mettere in atto in brevissimo tempo al fine di evitare sprechi che pure nel recente passato si sono verificati, e consentire agli operatori turistici, ed ai turisti, di poter continuare a fruire delle spiagge metapontine, creando così sviluppo durevole perché sostenibile.

In particolare sarebbe utile:
1)    Ripristinare i cordoni dunari al fine di evitare che i marosi invadano le aree retrodunari;
2)    Individuare dei percorsi per l’accesso alle spiagge mediante appositi varchi sopraelevati;
3)    Realizzare apposite aree da destinare a parcheggio di interscambio per ridurre l’accesso delle automobili sul litorale e ridurre così l’impatto antropico;
4)    Provvedere al ripascimento con idonei sedimenti dal punto di vista del colore e della granulometria.

Italia Nostra si propone di presentare in un apposito incontro pubblico nel dettaglio le proposte di cui sopra."




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22 novembre 2009

LA FAUNA APPENNINICA DI FRANCO TASSI

Ieri sera presso la Casa del Pellegrino "Le Monacelle", su iniziativa dell'Ente Parco e dell'Associzione Amici del Parco ed alla Libreria dell'Arco, insieme a Mario Tommaselli e a Raffaele Lamacchia, abbiamo presentato l'ultima opera (in ordine di tempo) di Franco Tassi, già direttore del Parco d'Abruzzo e storico ambientalista di caratura nazionale, intitolata "La fauna appenninica", una raccolta di schede su 25 animali presenti in particolare nel parco d'Abruzzo.

Di seguito riporto le slide con i titoli dei temi che hanno orientato il mio intervento  

Il libro
Parco Murgia Materana Socio del Comitato Parchi
Tassi 40 anni di ambientalismo italiano
Sfida del 10% - Pollino/Abruzzo
A Matera per Guida alla Flora di Gambetta
Alpi – Appennino APE
I parchi nelle aree più “dimenticate”
Rischio spopolamento ma paesaggi stupendi
Italia vera: identità, tradizioni, autenticità
25 animali (animali totem)
Molti presenti anche qui seppure non Appennino
Grande patrimonio naturale
Grandi emozioni

La vera finalità di quest'opera è aprire interrogativi, stimolare dibattiti, indurre i giovani e meno giovani appassionati della natura a spingersi verso la conoscenza. E se gli sforzi profusi negli anni avranno gettato qualche seme, non saranno forse stati del tutto inutili”


Pericoli Murgia Materana
Cinghiali sovrannumero
Inquinamento Gravine
Aria (cementeria)
Abbandono rifiuti

Pericoli in assoluto
CLIMA: la gran parte delle specie europee (volatili) dovrà spostarsi per sopravvivere in media di 550 km verso nord-est o potrà estinguersi se la temperatura aumenterà di 3 gradi nei prossimi settant'anni.
Chi va e chi viene: va via uccello delle tempeste, airone bianco, falco cuculo. Arriva aquila imperiale spagnola, la gazza azzurra, il nibbio bianco.
Tema azzeramento CO2
SCARSA DISPONIBILITA' HABITAT (degrado, riduzione e frammentazione)
PRESSIONE VENATORIA

Cosa fare
RUOLO AREE PROTETTE
RETE NATURA 2000
CORRIDOI ECOLOGICI
Rete dei Parchi
Murgia Materana, Alta Murgia, Gravine




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20 novembre 2009

PODOLICA IN MOSTRA A FOGGIA

Nei giorni 20, 21 e 22 Novembre prossimi si svolgerà presso i padiglioni zootecnici dell’Ente Fiere di Foggia la 10° Mostra Nazionale dei Bovini di Razza Podolica iscritti al LGN. La manifestazione ritorna a svolgersi in questa sede a 15 anni di distanza dalla precedente edizione ospitata nel 1994 e dopo 9 anni da quella del 2000, che vide protagonista la Podolica ancora in provincia di Foggia, a S. Giovanni Rotondo, sul Gargano. Dopo la lunga parentesi che ha visto le mostre nazionali svolgersi a in Basilicata e in Calabria, il ritorno della razza Podolica a Foggia avviene al termine di un’annata vivace che ha visto la razza protagonista, assieme alle altre razze europee dalla medesima origine, di un importante evento internazionale quale è stato il Congresso intitolato ”Sulle tracce delle Podoliche”, svolto con successo a Matera dal 10 al 12 Luglio scorsi. A corollario dell’evento, durante il tour post-congressuale, sono stati visitati, in occasione delle aste di fine prova, sia il centro di selezione torelli a Laurenzana, PZ, che il centro di selezione della linea femminile a Camigliatello Silano, CS. La totale vendita dei soggetti in entrambe le aste, siglando prezzi mai raggiunti in precedenza, è indicativa del particolare fermento e delle tante aspettative che circondano attualmente la Podolica. Concludere un’annata così intensa a Foggia, con un grande evento espositivo, significa “battere il ferro finché è caldo”, riproponendo la razza e le sue straordinarie potenzialità produttive in una delle aree più tipiche della sua culla di origine. 

PERCHE’ FOGGIA? - La Regione Puglia vanta un’antichissima e importante tradizione nell’allevamento della Podolica, che dopo un periodo di declino, sta tornando ad incrementare le proprie consistenze nelle diverse province della regione, con un totale di 1983 capi iscritti al LGN in 46 allevamenti.(dati 2008). In ambito regionale è la provincia di Foggia a detenere più elevato numero di capi e di allevamenti, concentrati, prevalentemente nell’area del Gargano. Gli allevatori della provincia, nella quale sono presenti anche alcuni nuclei delle razze Romagnola e Marchigiana, sono attivi e coinvolti nell’attività di selezione, conferendo regolarmente i loro migliori prodotti al Centro Selezione Torelli di Laurenzana. Accanto ai nuclei in selezione esistono poi circa 27.000 capi non iscritti al LGN che insistono nelle medesime aree e che, considerata l’imminente erogazione della contribuzione CEE prevista dall’articolo 68 per i vitelli iscritti delle razze da carne, potrebbero in breve tempo entrare a far parte del Libro Genealogico. L’aspetto promozionale della mostra è quindi particolarmente sentito, considerato anche che Foggia è depositaria di un importante quartiere fieristico che vanta importanti trascorsi in materia di esposizioni zootecniche. Questi fasti sono stati recentemente rinverditi dalla realizzazione di eventi significativi, quali la Fiera Internazionale dell’Agricoltura e della Zootecnia, che nel corso degli ultimi anni ha dato vita ad importanti manifestazioni relative alle diverse specie di interesse zootecnico. L’Anabic ha partecipato con le proprie razze alle ultime due edizioni nell’ambito dell’Allestimento AIA-Italialleva, avvalendosi della fattiva collaborazione dell’APA di Foggia e dando il proprio contributo al recupero di una sede espositiva dalle prospettive di sviluppo particolarmente interessanti. 

LA MOSTRA - Dal 20 al 22 novembre la Podolica sarà presente a Foggia con oltre 100 soggetti provenienti dai migliori nuclei di allevamento della Puglia, della Basilicata e della Calabria che testimonieranno dei significativi risultati selettivi raggiunti dalla razza soprattutto dopo l’avvio del Centro Selezione Torelli di Laurenzana, divenuto, a 15 anni di distanza dal 1° ciclo di prova, un punto di riferimento per l’approvvigionamento di riproduttori da parte degli allevatori. La mostra permetterà di apprezzare il livello morfologico della razza, oramai indirizzata verso un modello che incontra ampi consensi per l’equilibrio che esprime tra una adeguata copertura muscolare e la solidità strutturale, imprescindibile per la valorizzazione dei difficili ambienti nei quali la Podolica viene allevata. Ad attuare quale giudice in questo importante contesto sarà l’esperto nazionale Antonio Vagniluca, Responsabile dei Centri Genetici Anabic, coadiuvato nel ring dal Dr. Romano Palazzo, altro giovane tecnico dell’Associazione. L’arrivo del bestiame al campo fiera è previsto per la giornata del 20 novembre, mentre il giudizio si svolgerà nell’intera giornata successiva, culminando nella conclusiva giornata del 22 novembre con la proclamazione dei campioni assoluti della mostra. 

IL CONVEGNO - A Foggia la Podolica sarà sotto i riflettori “a tutto tondo”, proponendo, accanto al bestiame anche le qualificate produzioni che la caratterizzano come qualificata fonte di reddito in tante aree marginali e spesso difficili di un ambiente della cui tutela è elemento principe. La valorizzazione delle produzioni di nicchia, strettamente vincolate al territorio non è solo il tema più che mai attuale intorno al quale si snoderà l’intera mostra ma sarà anche al centro di un convegno previsto per le ore 18 di sabato 21 novembre dal titolo ”La Podolica, un’opportunità per l’intera filiera: allevamento e ambiente, consumo della carne e trasformazione del latte”. Al centro del dibattito verrà posta l’intera filiera della razza, con particolare riguardo alla tracciabilità dei suoi vari segmenti e alla salubrità dei suoi prodotti, tutelati da marchi che diano assoluta garanzia al consumatore. Inoltre la Podolica assume una rilevante importanza in quanto risorsa per la bio-diversità della propria specie oltre ad essere il migliore strumento per la salvaguardia e lo sviluppo economico del territorio. Il suo contributo, oltre che di natura zootecnica, ambientale e gastronomica, è anche culturale e sociale, e rappresenta un valore aggiunto per la collettività intera. 

PODOLICA….A TAVOLA - Le produzioni di carne della razza, al pari dei pregiati latticini ottenuti dal suo latte, saranno oggetto di laboratori di assaggio e degustazioni guidate programmate per le ore 12 di sabato 21 e domenica 22 novembre, che coinvolgeranno rinomati chef e locali Istituti Alberghieri. Anche le degustazioni, previste per la serata di sabato 22 novembre, proporranno menù ispirati alla valorizzazione dei prodotti a base di Podolica e costituiranno un piacevole momento di aggregazione e di relax per l’intero ambiente della razza. (GdM)




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11 ottobre 2009

INVERTEBRATI IN AUSTRALIA

 Nel mezzo del deserto australiano c'è un mondo sotterraneo che pullula di vita. Molti animali invertebrati fino ad ora del tutto sconosciuti. «Abbiamo svelato una componente completamente nuova per la biodiversità australiana - ha spiegato Andy Austin dell'università di Adelaide -. Ed è solo un quinto del numero di nuove specie che crediamo esistano nel nostro sottosuolo». Secondo Austin il motivo per cui questi animali si sono nascosti sotto il terreno è dovuto al «risultato di passati mutamenti climatici». Quindici milioni di anni fa, infatti, l'Australia centrale e meridionale era molto più umida di quanto lo sia oggi. (Avvenire)




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9 ottobre 2009

RICERCA E TUTELA

  “Il Polo delle biotecnologie nel Metapontino in corso di istituzione presso la Metapontum Agrobios avrà la missione di promuovere attività di ricerca ed innovazione nel settore delle tecnologie verdi da trasferire alle imprese.A tal fine la Regione sta per avviare una convenzione con il Cnr- Istituto di genetica vegetale tesa a dare vita ad una unità di studio di alto profilo scientifico sul germoplasma soprattutto nel campo delle sementi da utilizzare in nuovi progetti”.
 

Lo ha dichiarato a Nova Siri l’assessore regionale all’Agricoltura, Vincenzo Viti, aprendo i lavori del IV Convegno nazionale sulle Piante Mediterranee che si chiuderà sabato 10 al quale partecipano i più importanti ricercatori, docenti universitari e studiosi d’Italia del settore.

Viti ha quindi fatto presente che tra gli obiettivi prioritari contenuti nel Piano di sviluppo rurale vi sono la conservazione della biodiversità, attraverso la tutela e la diffusione di sistemi agro-forestali ad alto valore naturale, curando il mantenimento della biodiversità genetica vegetale, promuovendo la coltivazione di specie e varietà a rischio di estinzione e di questo impegno nei confronti del mondo agricolo c’è una specifica allocazione di risorse con la misura 214 dell’asse II sui “Pagamenti Agroambientali”.

A questo proposito nell'ambito della complessa biodiversità naturale, nel settore agricolo si va costituendo una nuova tematica l'agrobiodiversità, rivolta alla valutazione delle diverse componenti della diversità biologica, radicata nelle aree utilizzate per l 'agricoltura. In tale quadro si inserisce la legge regionale 26 del 14 ottobre 2008 sulla “Tutela e Conservazione delle risorse genetiche autoctone vegetali ed animali” che è una viva testimonianza di come questi temi siano al centro dell’agenda agricola regionale.




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