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  robertocifarelli Le Radici nel Futuro
 
Politica
 


Sono nato e vivo a Matera, classe (classe?) 1963, sono sposato, ho due figli.


21 dicembre 2009

L'ASPETTATIVA

Ieri, partecipando all'iniziativa del circolo Giugni di Matera che dava conto dei risultati delle prime segnalazioni ricevute in forma anonima da cittadini "oggetto e soggetti" di voto di scambio,sollecitato ad intervenire, ho sostenuto che in caso di candidatura chi riveste incarichi di natura politica dovrebbe dimettersi o mettersi in aspettativa dall'incarico in modo da non utilizzare neanche indirettamente i mezzi della pubblica amministrazione per la campagna elettorale.

Qualora dovessi essere coinvolto in prima persona nelle prossime amministrative (cosa molto remota), ovviamente sarò coerente con quanto dichiarato.




permalink | inviato da robertocifarelli il 21/12/2009 alle 14:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


14 dicembre 2009

O MIA BELA MADUNINA

 "Esprimo la più ferma condanna del grave e inconsulto gesto di aggressione nei confronti del Presidente del Consiglio al quale va la mia personale solidarietà".

"Esprimo il più netto, rinnovato appello perché ogni contrasto politico e istituzionale sia ricondotto entro limiti di responsabile autocontrollo e di civile confronto, prevenendo e stroncando ogni impulso e spirale di violenza".

Giorgio Napolitano




permalink | inviato da robertocifarelli il 14/12/2009 alle 1:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


12 dicembre 2009

MI CANDIDO!

Oggi uscendo di casa e passando davanti all'edicola ho letto la locandina del Quotidiano che "strillava" l'autocandidatura di Angelo Cotugno, già segretario generale della CGIL della provincia di Matera, alla carica di sindaco della città di Matera.

Più o meno allo stesso modo la Nuova del Sud di qualche giorno fa, dopo un'intervista sul Quotidiano e dopo un incontro di "bottega" con Maria Antezza, Carlo Chiurazzi, Erminio Restaino e Vincenzo Viti, dava conto della richiesta di candidatura a sindaco della segretaria provinciale del PD Anna Ferrara.

Insomma, a vario titolo ed in vario modo ci si autocandida alla carica!

Credo che sia il sintomo di una eccessiva personalizzazione della politica e di un eccesso di autostima.

E' anche il sintomo di come i partiti non riescono più ad essere quel luogo di analisi dei bisogni, della loro elaborazione in proposta politica e di crescita e selezione di un gruppo dirigente.

Le candidature, in generale, dovrebbero essere il frutto di una "spinta" popolare, sociale, anche se volete di gruppi di interesse e non già di passi avanti fatti dalle singole persone che ambiscono alla candidatura stessa.

Riprendendo il tema gastronomico delle lenticchie dell'altro ieri, in generale le autocandidature hanno il sapore di chi fa un passo avanti, senza che nessuno glielo abbia chiesto, per poi farne uno indietro in cambio, appunto, di un piatto di lenticchie!




permalink | inviato da robertocifarelli il 12/12/2009 alle 12:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


10 dicembre 2009

LE LENTICCHIE

  A proposito della pasta e fagioli del circolo Giugni, mi torna in mente il periodo pre elettorale delle amministrative comunali 2002 allorquando, da segretario dei Democratici di Sinistra, avviai una intensa fase di dibattito con le forze sociali per la elaborazione del programma e per la scelta del candidato sindaco.

La parte programmatica ci fece approdare al documento "MateraEuropa" che specificava in modo preciso, tra le tante altre cose, per esempio come utilizzare le risorse del famigerato PISU per creare il presupposto di spinta allo sviluppo (poi sappiamo come sta andando a finire).

Quanto alla scelta del candidato sindaco, dopo la consiliatura Minieri (che, lo dico facendo autocritica, andrebbe rivalutata alla luce di quanto accaduto dopo), nel partito e nelle forze sociali e della cittadinanza attiva si era consolidata la volontà di superare quell'esperienza puntando su un uomo espressione della società civile seppure vicino ai DS stessi.

Era una rivalutazione (anche qui) postuma dell'esperienza Manfredi ed un rigetto per il ritorno dei primi sintomi della partitocrazia.

Memore dell'isolamento politico (il vuoto pneumatico) vissuto con Manfredi e fresco degli anni trascorsi con Minieri, mi adoperai per produrre quella giusta miscela tra politica, partiti e società civile, affinchè l'una non prevalesse sull'altra ma ci fosse quel giusto equilibrio "positivo". Fu così che nacque la proposta Porcari. Come finì e un'altra storia che mi riguarda molto poco.

Nel partito il dibattito era molto acceso tra coloro (una minoranza) che voleva la candidatura di un uomo di partito ed il resto (che poi prevalse) per un uomo esterno alla vita del partito.

Quando arrivammo al dunque e si trattò di operare la scelta definitiva, e quindi anche la minoranza seppure protestando fece un passo indietro astenendosi sulla scelta di Porcari, il leader di quel gruppo tuonò più o meno in questo modo: "Non pensate che io stia facendo un passo indietro in cambio di qualcosa. Io non mi vendo per un piatto di lenticchie!"

Aveva ragione.




permalink | inviato da robertocifarelli il 10/12/2009 alle 3:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


8 dicembre 2009

L'ANALISI

Mi rendo conto solo ora di non aver sviluppato su questo blog una analisi (non di quelle che ai vecchi tempi ti teneva impegnato per settimane!) del risultato del voto delle primarie del PD del 25 ottobre scorso.

Ho notato inconsapevolmente questa "lacuna" leggendo uno dei commenti di Antoine (al secolo Antonio Ribba) ad un post scritto da Donato Mola sul suo HyperBros.

E' utile esprimere alcune considerazioni da "matematico impertinente" per offrire una chiave di lettura dei risultati e degli attuali "rapporti di forza" nel Pd materano utili ad Antonio, Donato, Gianni e quant'altri attenti alle dinamiche politiche materane per avere un'idea più compiuta della situazione.

Vorrei sottrarmi, però, dal classico italianissimo gioco dei post voto nel quale tutti i competitori si dichiarano comunque vincitori.

Per semplificare l'analisi (ed anche per farla breve) evito di fare raffronti (comunque non semplici) con il voto delle primarie veltroniane del 2007 e mi limito a trattare quelle bersaniane del 2009.

Guardiamo i freddi numeri:
Matera città: Restaino 3.086 (49,6%), Speranza 1.611 (25,9%), Adduce 1.529 (24,5%). Provincia di Matera: Restaino 9.362 (43%), Speranza 8.732 (40%), Adduce 3.533 (17%).

Adesso vediamo chi sosteneva chi a livello di massime cariche istituzionali (con ciò che ne consegue quanto a "pasta e fagioli"). Restaino era sostenuto dai senatori Antezza e Chiurazzi, dall'assessore regionale Viti, da quello provinciale Smaldone, dal consigliere regionale Di Sanza, dal presidente del Consiglio provinciale Chietera e dalla Segretaria provinciale Ferrara; Speranza era sostenuto dal senatore Bubbico, dal vice presidente della Giunta regionale Santochirico e dall'assessore provinciale Dalessandro; Adduce era sostenuto dalla consigliera regionale Salierno.

Ciò detto, a Matera città eufemisticamente le liste sostenute dalla Salierno prendono sostanzialmente gli stessi voti di quelle sostenute da Bubbico/Santochirico e la metà di quelle sostenute da Antezza/Chiurazzi/Viti.

Volendo guardare, inoltre, i voti presi dalle liste cittadine di riferimento dei candidati alla carica di segretario regionale, notiamo che Restaino (Antezza, Chiurazzi e Viti insieme) prende 2.378 voti, Speranza versante Bubbico prende 710 voti, Speranza versante Santochirico ne prende 712, Adduce lista Cifarelli 675. Si registra una sostanziale equità tra i sei competitori con una leggera prevalenza, in questo caso, della lista a sostegno di Restaino.

Nell'intera provincia, "spacchettando" virtualmente i voti e lepercentuali si otterrebbe un lieve vantaggio di Bubbico ed Antezza nei confronti di Chiurazzi, Santochirico e Adduce che sarebbero sostanzialmente sullo stesso livello.

Resto soddisfatto del risultato raggiunto dalle liste a sostegno di Adduce, perchè pur senza sostegno di personalità forti hanno di fatto ottenuto un consenso politico, di radicamento del consenso stesso, che lascia ben sperare per il futuro.




permalink | inviato da robertocifarelli il 8/12/2009 alle 3:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


7 dicembre 2009

PASTA E FAGIOLI

  Sabato scorso sono stato alla conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa del Circolo Gino Giugni di Matera dal titolo "Un voto per un piatto di pasta e fagioli".

Francesco Filippetti e MImmo Genchi hanno chiarito i termini di questo "gioco" che oramai ha pervaso la politica cittadina e quella meridionale più in generale.

Le cosiddette "relazioni corte" hanno preso il sopravvento sulla programmazione di largo e lungo respiro e l'interessamento ai problemi dei singoli cittadini hanno, tranne eccezioni, soppiantato il tentativo di soluzione dei problemi collettivi, ovvero di tutti i cittadini.

Sono ancora ammalato di "manfredite acuta", ovvero di quell'esperienza consiliare ed assessorile che vide in Mario Manfredi, ed immodestamente la mia persona ed altre con lui, il protagonista della vita politica cittadina post tangentopoli attraverso la quale, in assenza dei partiti e muovendoci in una specie di "vuoto pneumatico" tentammo di intraprendere una nuova strada tra politica e società, tra istituzioni e cittadini.

Ricordo come ora un manifesto murale che Manfredi fece affiggere in città dal titolo "Diritti, non favori" attraverso il quale invitavamo i cittadini ad assumere consapevolezza di ciò che loro spetta e di non piegarsi ai soprusi (spesso elegantemente nascosti) della classe dirigente in generale (funzionari, politici).

Quell'esperienza non produsse grandi risultati sul piano amministrativo, ma rappresentò un momento alto della politica materana che fu successivamente sopraffatto dal ritorno prima timido e poi sempre più arrogante dei partiti e della "carellite acuta".

Chiaramente è giusto che mi assuma la mia brava quota parte di responsabilità anche per questa seconda parte (almeno fino a sei anni fa). Ho scelto, a differenza di altri, di continuare a credere nella politica e nei partiti ed a lottare all'interno di questi, e non cambio idea.

Ciò non toglie che sia interessato all' "aria fresca" che nasce in città ed a chi, come il circolo Giugni, senza usare simboli di partito, ma civicamente, denuncia un modus operandi della politica che, francamente, è diventato insopportabile.




permalink | inviato da robertocifarelli il 7/12/2009 alle 9:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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