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  robertocifarelli Le Radici nel Futuro
 
Diario
 


Sono nato e vivo a Matera, classe (classe?) 1963, sono sposato, ho due figli.


14 febbraio 2012

Addio Professore

Oggi, improvvisamente, ci ha lasciati Gianluigi Nigro.

Architetto, Professore di urbanistica alla Sapienza di Roma, già presidente dell'Istituto Nazionale di Urbanistica, mio amico da circa vent'anni.

Conobbi il Professore nel 1994, io giovane consigliere comunale e lui già da 5 anni incaricato (inizialmente insieme ad Amerigo Restucci) della redazione del nuovo Piano Regolatore di Matera.

Grazie a Nigro ho imparato l'urbanistica, quella vera, quella seria, capace di interpretare l'aspirazione della città.

Tra i tanti ricordi che legano la mia amicizia, ricambiata, di tutti questi anni, due episodi tra tutti.

Il primo riguarda la lunga, lunghissima seduta di consiglio comunale, il 23 febbraio 2000, per l'adozione del Piano Regolatore, quando dovetti tenere la parola per oltre un'ora in attesa del raggiungimento del numero lagale per adottare la deliberazione e le belle parole che Gianni ebbe per me.

Il secondo, non ero già più consigliere comunale, nel 2002, quando volle che "facessi le bucce" ad una indagine su Matera  fatta da alcuni ricercatori per un confronto tra alcune importanti città italiane che stavano pianificando lo sviluppo urbanistico e mi invitò alla Sapienza per esprimere pubblicamente le mie osservazioni.

A Matera, oltre al PRG, ha progettato il Regolamento Urbanistico ed il quartiere Agna Le Piane.

Per quanto mi riguarda posso dire che è stato degno successore di Pierluigi Piccinato e la sua opera si inserisce nella migliore urbanistica italiana.


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8 gennaio 2011

L'AGENDA

Stamattina mi sono dedicato a scrivere l'agenda degli impegni dei prossimi mesi al Comune di Matera.
I pochi giorni (diciamo entro la metà del mese) ci sono da fare diverse cose e tutte di un certo peso: dalla individuazioni degli ambiti e del bando per il piano casa alla definizione della "squadra" di esperti che ci condurrà alla candidatura di Matera a Capitle europea della Cultura 2019; da alcune varianti urbanistiche (delle aree di 167, di Acquarium, dell'asse commerciale) all'approvazione degli indirizzi per il bando di gestione della casa cava, del Circo e della cava del Sole.
Insomma, un bel da fare!




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7 gennaio 2011

SI RIPRENDE

Ho preso una pausa di quasi un anno dall'ultimo posto (30 gennaio 2010).
Tante cose sono accadute in questo anno trascorso.
Da alcuni giorni non ricopro più la carica di Presidente dell'Ente Parco della Murgia Materana (mi sono dimesso lo scorso 31 dicembre).
Nel frattempo ho partecipato attivamente, coordinandola, alla difficilissima e durissima campagna elettorale della ammistrative comunali di Matera della primavera 2010 vinta al ballottaggio per 179 voti dal mio amico fraterno Salvatore Adduce che quindi da otto mesi è sindaco di Matera.
Salvatore mi ha chiesto di collaborare a questa avventura amministrativa e per questo o prima svolto la funzione di suo portavoce e dal primo agosto dirigo la segreteria di staff.
Utilizzerò questo spazio proprio come un diario di bordo per raccontare quanto accade al "sesto piano" del comune dal di dentro e al di là delle comunicazioni ufficiali in modo tale da rendere più chiare le letture di quanto poi si riflette in città per le scelte amministrative.
A domani.




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30 gennaio 2010

DAL MOSAICO AL SISTEMA

 “L’ambiente e lo sviluppo sono due concetti che vanno tenuti insieme al fine di valorizzare ulteriormente i territori e di considerare le aree protette non come un limite, ma come un’opportunità”. Lo ha detto (ieri) l’assessore regionale all’Ambiente, Vincenzo Santochirico, nel corso dell’incontro sul tema “Aree naturali protette: da mosaico a sistema” svoltosi nella sala conferenze del museo provinciale di Potenza.

Nel corso dell’incontro è stato presentato il progetto di riforma della legge regionale sui parchi (L.r. 28/1994) costruito dopo circa un anno di lavoro e di consultazione con tutti i soggetti coinvolti.
“Abbiamo inteso arrivare a una proposta di riforma della legge per fare un passo in avanti nelle azioni di tutela della biodiversità e per mettere a disposizione dei parchi e delle aree protette un sistema moderno, capace di valorizzare le risorse che abbiamo anche in termini economici. La proposta, infatti, pone un accento più forte alla tutela, alla promozione e alla valorizzazione dei territori e, aspetto non meno importante, inserisce in un quadro normativo più preciso i parchi nazionali, le riserve naturali statali, i parchi naturali interregionali, regionali, le riserve naturali regionali, le zone umide, i Sic e le Zps”.

All’incontro hanno partecipato, fra gli altri, Viviana Cappiello, dirigente generale dipartimento Ambiente della Regione, Antonio D’Ottavio, dirigente Ufficio tutela della Natura, Rocco Rivelli, coordinatore Federparchi regionale, Piero Lacorazza, Coordinamento Upi, Marco De Biasi, presidente di Legambiente, Domenico Pappaterra, Federparchi nazionale, Salvatore Margiotta, Commissione nazionale ambiente della Camera e Roberto Cifarelli, presidente dell’Ente Parco della Murgia materana.

Altra novità importante è la nozione di rete ecologica di Basilicata quale strumento tecnico di riferimento propedeutico agli adempimenti previsti in materia di valutazione ambientale e di pianificazione territoriale.

Fra le principali novità del progetto di riforma anche il ruolo ed i compiti delle singole comunità in una regione piccola e dai piccoli numeri.

“Anche in questo contesto – ha aggiunto Santochirico - così come la Regione Basilicata sta già facendo attraverso i Piot e i Pois, occorre rilanciare il tema dell’autogoverno dei territori perchè non è immaginabile sottrarre competenze agli enti locali”.

E così viene meglio specificato il ruolo delle province, a cui spetta il compito della gestione amministrativa delle riserve naturali, dei comuni, a cui spetta la gestione operativa, al fine di permettere una maggiore partecipazione e condivisione di tutti i soggetti in campo.
Con il progetto di riforma, inoltre, viene istituita l’Agenzia tecnica delle aree naturali protette al fine di creare uno strumento di supporto tecnico-scientifico operativo della Regione e del sistema delle aree naturali protette al quale, in particolare, sono affidati l’innovazione, il potenziamento, la valorizzazione sostenibile dei territori e delle comunità inclusi nel sistema regionale delle aree protette.

“Il governo regionale – ha continuato Santochirico - ha fatto una scelta chiara e netta che all’occhio di un estraneo potrebbe sembrare azzardata se si considerano le modeste dimensioni geografiche e demografiche della Basilicata. Aver messo sotto protezione il 26-27 per cento del territorio, quasi un terzo dell’intera regione, è un segnale forte che assegna a tutti una grande responsabilità. Eppure dobbiamo fare ancora di più coniugando e valorizzando il tema dell’ambiente con il tema dello sviluppo per evitare che lo sforzo intrapreso possa essere vanificato da analisi superficiali e asettiche. Dobbiamo, insomma, essere in grado di mettere a valore la ricchezza che abbiamo anche attraverso la costruzione di un sistema che sappia organizzare una rete fra le diverse aree protette evitando la frammentazione. Nel sistema generale dell’economia dell’ambiente – ha concluso Santochirico - il sistema parchi deve contare più e per questo dobbiamo costruire gli strumenti più idonei considerato che troppi soggetti intervengono spesso sulle stesse materie. A tal scopo sarebbe utile istituzionalizzare la conferenza regionale sul sistema delle aree protette promuovendo una più efficace relazione con i parchi nazionali”.




permalink | inviato da robertocifarelli il 30/1/2010 alle 1:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


29 gennaio 2010

SALVARE IL TORRENTE JESCE/13

 Insieme ad alcune associazioni, nei giorni scorsi avevo annunciato per sabato 30 gennaio una conferenza stampa per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sulla necessità, a sette mesi dagll'incontro svoltosi in regione, di porre mano e risolvere l'annooso problema.
Santochirico ha convocato una riunione che si è tenuta l'altro ieri con gli stessi soggetti che parteciparono a giugno 2009. Di seguito l'esito con due comunicati stampa uno di Santochirico e l'altro mio. Ovviamente la conferenza stampa è stata disdetta.

Santochirico: Controlli a tappeto

La Regione Basilicata ha dato l’incarico all’Arpab di condurre, di concerto con Acquedotto Lucano e l’Aato (L'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale), una campagna di monitoraggio lungo tutto il percorso del torrente Gravina fino all’innesto con il fiume Bradano con prelievi da effettuare anche in prossimità degli impianti di depurazione. E’ una delle decisioni assunte oggi nel corso di una riunione, convocata e presieduta dall’assessore regionale all’Ambiente, Vincenzo Santochirico, alla quale hanno partecipato rappresentanti dell’Arpab, di Acquedotto Lucano, dell’Aato, del Parco della Murgia materana, del Comune e della Provincia di Matera.
Inoltre, la Provincia di Matera, già nel prossimo mese di febbraio avvierà una serie di controlli nei circa 150 insediamenti produttivi che si affacciano lungo il percorso del torrente per verificare da dove arrivano gli agenti inquinanti. Agenti che, è stato specificato dall’Arpab, sono caratterizzati, secondo le ultime analisi del mese di dicembre 2009, da reflui di natura urbana e derivante da attività di natura zootecnica e non di origine industriale.
Infine, l’Aato proporrà alla Regione il finanziamento di 9 milioni e mezzo di euro per completare il sistema di depurazione della città di Matera.
La campagna di verifica e di monitoraggio, che sarà sostenuta finanziariamente dalla Regione Basilicata, dovrebbe concludersi entro maggio. Nel frattempo la Regione Basilicata chiederà alla Regione Puglia e alle province di Matera, Bari e Taranto di partecipare a un tavolo tecnico per risolvere il problema dell’inquinamento del torrente Gravina sul versante pugliese.
“Tutte queste iniziative – ha detto l’assessore Santochirico – saranno meglio dettagliate in un protocollo d’intesa che sarà sottoscritto nei prossimi giorni da tutti i partecipanti alla riunione. Nell’intesa verranno definiti i compiti di ciascun ente e un relativo cronoprogramma per risolvere una volta per tutte e il prima possibile l’annoso problema dell’inquinamento del torrente Gravina”.

Cifarelli: Seppure a passi troppo lenti, qualcosa si muove.

E’ questo il commento del Presidente del Parco della Murgia Materana –Roberto Cifarelli- a seguito dell’incontro tenutosi nella giornata di ieri presso la sede regionale di Matera per discutere su come risolvere il problema del grave inquinamento dei torrenti Jesce e Gravina e che induce l’Ente a disdire la conferenza stampa già convocata sull’argomento per il prossimo 30 gennaio.

“Rendere operative le indicazioni già emerse nell’analogo incontro di oltre sei mesi fa (il 18 giugno 2009) è motivo di riconoscimento all’impegno del Vice Presidente della Giunta Regionale –Vincenzo Santochirico- ma di parziale soddisfazione per il troppo tempo trascorso” ha dichiarato Cifarelli. “Effettuare un più intenso monitoraggio dello stato dei corpi idrici delle due aste fluviali a cura dell’Arpab; controllare tutti gli scarichi derivanti da attività produttive insistenti sul sottobacino idrografico dello Jesce e della Gravina in territorio della provincia di Matera; stabilire sul tema una relazione costante con i comuni di Gravina ed Altamura, la provincia di Bari e la regione Puglia per fare in modo che la Gravina e lo Jesce arrivino in territorio lucano in condizioni ottimali; individuare nel Piano di investimenti dell’Autorità d’Ambito le poste occorrenti (9,5 Meuro) per sistemare la parte impiantistica della depurazione dei reflui urbani di Matera e Montescaglioso; sottoscrivere una intesa tra i diversi enti interessati per superare le bizantine complicazioni di competenze sul tematismo, rappresentano certamente una evoluzione positiva rispetto alla confusione ed al disinteressamento che vigeva fino a qualche tempo fa.

Il pungolo costante che l’Ente Parco ha rappresentato in questi anni, insieme alle associazioni ambientaliste e della cittadinanza attiva, non è stato vano. Proseguiremo nella verifica costante del rispetto dei tempi che sono stati concordati ieri, confermando l’impegno dell’Ente Parco nel portare avanti la propria missione istituzionale, affinché il patrimonio di biodiversità presente, riconosciuto dall’Unesco, area protetta ai sensi della L. 394/91 e delle L.R. 11/90, 28/94 e 2/98, Sito di Interesse Comunitario, Zona di Protezione Speciale sia realmente conservato, tutelato e ripristinato nelle parti maggiormente degradate.

In questo direzione –ha concluso Cifarelli- va la recente attivazione del Life “Arupa” per la salvaguardia di rettili ed anfibi nella Gravina, insieme alla Provincia di Matera, all’Università degli studi della Basilicata con il contributo dell’assessorato all’ambiente della Regione.”




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28 gennaio 2010

GLI INSETTI DEL PARCO

 Alle ore 18 presso il Circolo la Scaletta presentiamo insieme al presidente della Provincia Franco Stella due volumi: la "Guida agli insetti del Parco della Murgia Materana" di Eustachio Tarasco e Oreste Triggiani dell´Università di Bari e "Gli insetti e gli altri animali nella tradizione popolare materana" di Giuseppe Gambetta. 

La presentazione alla Guida a cura di Roberto Cifarelli

La Guida agli insetti del parco impreziosisce la "Collana Parcomurgia" e va ad arricchire quel patrimonio di conoscenza indispensabile per attuare corrette politiche di tutela e conservazione della natura.
Ringrazio per l´ottimo e paziente lavoro gli autori Eustachio Tarasco e Oreste Triggiani, docenti di Entomologia, e tutti coloro che hanno collaborato alle ricerche ed al successivo lavoro di catalogazione, Vito Santarcangelo e Angelica Cannone in testa, realizzato grazie alla convenzione stipulata a suo tempo tra l´Ente Parco e la Facoltà di Agraria, Dipartimento di Biologia e Chimica Agro-Forestale e Ambientale, Sezione di Entomologia e Zoologia, dell´Università di Bari.
Non nascondo l´emozione nel ricordare Biagio Mattatelli, cara persona, amica del Parco e amico della terra e della natura, che ha volontariamente animato questo lavoro fin quando gli è stato concesso. Senza il necessario contributo di passione che ha accompagnato la competenza in tutto il percorso di studio, questa Guida alla entomofauna non avrebbe mai visto la luce; di questo sono grato agli Autori ed in particolare a Eustachio Tarasco, materano amante della propria terra e delle proprie radici.
L´Ente decise di promuovere l´indagine sugli insetti del parco nel mentre portava a compimento il lungo iter approvativo del Piano del Parco, eredità del lavoro guidato dall´architetto Lorenzo Rota e svolto negli anni su impulso dei comuni di Matera e Montescaglioso.
Lo fece nella consapevolezza che occorreva aggiungere ai già ottimi studi alla base del Piano quegli approfondimenti scientifici, tecnici e storici, relativi alle "emergenze" naturalistiche e storiche, per migliorarne l´impostazione. Ecco quindi che nasce la "Collana Parcomurgia" di cui fanno già parte importanti testi quali la Guida alla flora di Gambetta e Medagli e Il patrimonio rurale del materano di Mario Tommaselli.
è quindi con estremo piacere che presento ai lettori curiosi, ai cultori della materia, agli amanti della natura, ma anche al mondo scientifico, la Guida agli insetti del Parco della Murgia Materana utile alla conoscenza più approfondita di un campo, l´entomologia, sottovalutato spesso, impropriamente, per l´importanza nell´ecosistema ed in particolare in un piccolo lembo della Bell´Italia, qual´è il Parco della Murgia Materana, Sito di Interesse Comunitario nonché Zona di Protezione Speciale.
 
Dall'introduzione del professor Ferdinando Mirizzi al volume "Gli insetti e altri piccoli animali nella tradizione popolare materana".
 
Non so con quale e quanta consapevolezza teorica, ma sicuramente con buoni risultati dal punto di vista intuitivo e sul piano empirico, Giuseppe Gambetta dimostra di muoversi piuttosto agevolmente sul terreno di quell´ambito della ricerca antropologica definibile come etnoscienza, e sviluppatosi soprattutto nel contesto statunitense, nel raccontare il mondo degli insetti visto nell´ottica della cultura tradizionale materana. La sua appassionata e informata trattazione si colloca, direi, sul duplice versante a) dello studioso naturalista che svolge il suo lavoro di analisi del mondo naturale, e segnatamente delle diverse categorie di insetti presenti nell´habitat murgiano, tenendo conto delle denominazioni adottate localmente; e b) del ricercatore che opera allo scopo di individuare e spiegare i modi attraverso cui una cultura organizza le proprie conoscenze e elabora specifici criteri di classificazione e categorizzazione. In questo secondo caso, in particolare, mi sembra che Gambetta si ponga costantemente il problema antropologico della traduzione, per poter rendere espliciti tali conoscenze e tali criteri anche a chi è estraneo alla cultura tradizionale materana.
Leggendo le pagine che seguono, si ha l´impressione che implicitamente il suo autore colleghi l´attività cognitiva sulla realtà fenomenica locale, intesa qui essenzialmente come modalità di classificazione delle specie naturali, alle forme in cui gli uomini e le donne appartenenti a una specifica comunità agiscono e operano nel loro particolare contesto storico e sociale. È attraverso quell´agire e quell´operare che si produce la cultura, la quale ha bisogno del linguaggio per poter essere comunicata.
Ciò significa che, attraverso gli insetti e gli altri piccoli animali che popolavano il mondo concreto e quello immaginario della comunità vivente nei Sassi prima che gli storici rioni fossero abbandonati a seguito dell´applicazione della legge speciale n. 619 del 1952, gli interlocutori di Gambetta scelti come sue fonti privilegiate, uomini e donne facenti parte di quella comunità, raccontano in realtà se stessi, le proprie paure e le proprie speranze, parlano delle proprie esperienze, di un´esistenza di emarginazione, di miseria e di stenti, nell´attesa di un riscatto che alcuni sembravano intravedere nel processo di allontanamento dalle antiche abitazioni nei Sassi.




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